La conferenza mediatica del Professor Leonard Knowall – di Roberto Bonfanti

La conferenza mediatica del Professor Leonard Knowall

di Roberto Bonfanti

 

Il Professor Leonard Knowall è un personaggio difficile. È scontroso, arrogante e suscettibile. Non se la prendano troppo con lui i sociologi di professione, gli stimati e riconosciuti maestri dell’analisi comportamentale, se ha osato invadere il loro campo d’azione. In fondo le sue riflessioni e i suoi pensieri sono superficiali e qualunquistici. Lui non è altro che un parvenue della cultura, un uomo che sfrutta la sua notorietà per esprimere delle opinioni davanti a una platea, con modi poco ortodossi e informali, esattamente come farebbe con gli amici al bar. Ama pavoneggiarsi sotto i riflettori e gode del consenso del suo pubblico. Un simpatico cialtrone, insomma. Ma lasciamolo divertire, come direbbe il Poeta.

 

Autore: Roberto Bonfanti
Titolo: La conferenza mediatica del Professor Leonard Knowall
Genere: Umoristico
Pagine: 25
Edito da: Self Publishing
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ANTEPRIMA

Conferenza

Il Professor Knowall arriva sul palco da dietro le quinte, applausi del pubblico. Si avvicina ad un tavolo su cui ci sono un notebook aperto, una bottiglia d’acqua e un bicchiere, una consolle luci e una sveglia. Opera sulla consolle e sul notebook, le luci in sala si abbassano, rimane uno spot sul tavolo e sulla zona circostante, parte una musica in sottofondo, Debussy, Prelude a l’Apres Midi d’un Faune. Prende la sveglia e la regola, poi va davanti al tavolo e si appoggia al bordo, rivolto al pubblico.

Grazie, grazie, troppo buoni… Buonasera a tutti, grazie di essere venuti, non mi aspettavo così tanta gente ecc. ecc… Allora, vi dirò subito che quando il mio editore mi ha proposto di tenere una conferenza ho accettato con entusiasmo, questo ha solleticato la mia vanità e mi è sembrato un modo di fare un po’ di soldi con poca fatica. Poi ho cominciato a riflettere e sono stato preso dal panico. La verità è che io non so leggere…

Pausa.

..mi spiego meglio: sono capace di leggere un giornale, un libro, una rivista, qualsiasi pubblicazione, ma non so farlo in maniera efficace ad alta voce. Ho la erre moscia, mi mangio le parole e qualche volta balbetto, e questo mi mette in imbarazzo. Perciò stasera non leggerò, andrò a braccio. Vedete? Non ho libri né fogli di appunti con me, così nessuno potrà affermare che non so leggere, potrete dire che non so parlare, ma non che non so leggere…

Risatine in sala.

…e per rendere un po’ più accattivante la cosa ho deciso di condire il tutto con un po’ di musica, un po’ di bella musica. Faccio tutto da solo, come avete visto, metto la musica, regolo le luci.. No, non lo faccio per risparmiare il compenso a un’altra persona, è che io ho fatto il tecnico audio e luci per anni. Ho fatto anche il dj, come hobby, quindi ho una certa dimestichezza con queste cose. A dire il vero ho fatto anche il ragioniere, quindi se dopo c’è qualcuno che ha bisogno di un aiuto con la dichiarazione dei redditi…

Risate.

…comunque, forse qualcuno di voi si sarà chiesto a che serve questa sveglia (la prende in mano e la mostra). Bene, ve lo spiego: ho regolato questa sveglia perché suoni esattamente tra… 58 minuti. Quando suonerà la mia conferenza sarà finita, mi interromperò anche se sarò a metà di una frase. Questo per evitare di dilungarmi inutilmente, non voglio tediarvi oltremodo, penso che un’ora sia più che sufficiente.

Vi devo confessare che ero indeciso sul taglio da dare a questo incontro. Visto che sono qui stasera in qualità di scrittore inizialmente pensavo di parlarvi del tormento di comporre, della sofferenza dello scrivere, del conflitto interiore che attanaglia chi fa questo mestiere.

Pausa, guarda per alcuni secondi in quinta, torna a guardare la platea.

Poi ho pensato che era meglio di no, c’è già troppa gente che vi prende per il culo.

Risate e applausi.

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