Nero – di Daniele Scalese

Nero

di Daniele Scalese

 

Nero è un romanzo ambientato nella metropoli italiana contemporanea. La storia mostra il percorso autodistruttivo di Lorenzo, un uomo di trent’anni che, dopo il licenziamento, tradisce la compagna accettando denaro in cambio di prestazioni sessuali. Il lettore assisterà alle discese vertiginose e agli improvvisi deliri di onnipotenza di un uomo assorbito da un microcosmo torbido e amorale; un microcosmo denso di sesso, denaro e nessuna possibilità di salvezza, al cui interno tutti scopriranno di essere colpevoli. All’interno della narrazione, Lorenzo sarà supportato dal vero co-protagonista del romanzo: la sua coscienza.
Nero può definirsi un crossover tra il romanzo di formazione, il drammatico, l’erotico e il grottesco, poiché mostra le difficoltà dell’uomo contemporaneo annientato da una società sempre più esigente e un mondo del lavoro lucidamente spietato. Il disagio dell’uomo contemporaneo si riflette nella crisi relazionale della nostra epoca, dove i rapporti tendono a essere logorati da atteggiamenti egoistici ed egocentrici. All’interno di questo contesto, si inserisce un concetto fondamentale: l’assoluta necessità di essere amati.
Un viaggio delirante, tormentato ed emotivamente sanguinoso, la tragedia di chi lotta contro la sua stessa natura e le convenzioni sociali più radicate; la storia non edulcorata di un antieroe alle prese con le contraddizioni enormi del suo essere e del mondo di oggi. Nero è un’esplorazione della crisi dell’Io: il dramma di chi avverte la necessità di essere ma non ne comprende in quale maniera, il bisogno viscerale di significare qualcosa per qualcuno.

 

Autore: Daniele Scalese
Titolo: Nero
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 217
Edito da: Eremon Edizioni
Acquista su Amazon

 

ANTEPRIMA

Bianco.
Il colore della camicia che indosso, il nostro appartamento, li pagheremo un po’ alla volta. Ce la faremo, baby.
Accosto i bottoni di quella camicia, lo faccio completamente ma fino al penultimo, poi ricordo della questione cravatta e rinuncio a qualsiasi pretesa di libertà; va così, la vita.
Blu, rossa o nera? Detesto dover scegliere il colore della cravatta, ma credo andrò sul nero; questo colore sta bene ovunque.
«Come stai, amore?», chiede Giulia sorridendo insieme a quei suoi occhi scuri in contrasto con la camicia e lo sfondo.
«Pronto, tesoro mio. È una giornata importante, oggi». Le sorrido a mia volta.
Due meravigliosi sorrisi, e, uno dei due è autentico.

Coraggio. Sono già fiero di te.

Vorrei esserlo anch’io.
Oh, perdonatemi, ho dimenticato di rivelarvi immediatamente alcuni aspetti piuttosto rilevanti della storia bizzarra che intendo raccontare.

Il mio nome è Lorenzo, ho compiuto trent’anni, sto cercando di avere una vita normale.
Io e Giulia viviamo insieme da diverso tempo; Giulia mi dona la percezione di avere una vita normale.
La conoscete la storia della crisi dei trent’anni? Questa circostanza mi ha scosso, in positivo. Io e Giulia abbiamo una vita come tante, un lavoro piuttosto stabile, io, e un’attenzione costante nei miei confronti, lei, e possiamo permetterci una vita quasi vera, anche se…

…anche se, a volte, la normalità non è abbastanza; a volte, arriva il momento di rischiare. Tra poche ore, parlerò col mio responsabile. Ho impiegato diversi giorni per ottenere questo colloquio con Ygor Fabiani: chiederò un ruolo diverso, un avanzamento nelle gerarchie societarie.

Te lo sei meritato, afferma deciso lui, il mio Io nero.

(Lo spero, amico).

Ce la farai, suggerisce ancora lui mentre nascondo la tensione ma, credetemi, sono piuttosto agitato, stamattina.

Oh, Cristo, ci sono ricascato! Avrei dovuto dirvelo sin da subito: sono così agitato, oggi, che rischio di confondervi le idee! In verità, oltre a Giulia, posso spesso contare su di lui, il mio… oh, non saprei come definirlo!
È un tipo particolare, lui, un po’ arrogante, certo, ma un buon amico, dopotutto.
Lui ama vestirsi di nero. Quel colore lo mette a suo agio.
Non so quanto quel soprannome, Io nero, gli piaccia ma decido io, dopotutto.

Non iniziare… mi dice lui osservandomi seccato.

Ha ragione. Ora, la cravatta nera si ritaglia sulla camicia bianca, ho il volto faticosamente disteso e la barba forzatamente curata: ogni aspetto deve essere perfetto, oggi, perché poi lo sarà in futuro, o almeno credo.
«Amore, io vado, allora», dico a Giulia prima di allontanarmi insieme alla mia fragile sicurezza.
«Andrà bene», mi risponde lei. Sono solo un po’ agitato; credo sia un atteggiamento abbastanza comprensibile. Finché i miei occhi cercano quelli di Giulia, temono qualcosa ma io ignoro quei presagi. Fanculo i presagi.

Le do un bacio, le accarezzo la mano, indosso la giacca e vado incontro alle mie scelte.
La strada è così vuota, ora, la città è così silenziosa; oggi sono solo le 7.53 e ho bisogno di quel ruolo.

Ce la farai, amico.

Il cielo si sta aprendo, blu e timido, il sole non si intravede ancora ma non importa, non sarà un singolo dettaglio a rovinare i miei piani. Ancora quattro chilometri da percorrere e quella canzone alla radio che prova a rasserenarmi ma non ci riesce, dopo il semaforo, la strada che porta in ufficio mi appare limpidamente. Era ora.

Prova con i Dead or Alive, funzionano sempre prima di un incontro importante! mi dice sorridente il mio Io. Lui appare così sicuro, oggi.

2 pensieri riguardo “Nero – di Daniele Scalese

  1. Lo trovo interessante. Oserei dire che, in un certo qual modo, ha piena corrispondenza con quello che attualmente è la mia vita: una continua ed estenuante ricerca di me stessa con un’assidua voglia d’amore.

Rispondi