L’avventuroso viaggio di Tea – di Erik Screm

L’avventuroso viaggio di Tea

di Erik Screm

 

Tea è già rassegnata a dover passare un’altra noiosa estate nella villa di zia Otelma, isolata da tutti e da tutto. Quando però i suoi genitori arrivano alla villa per farle una sorpresa e portarla in crociera con loro, l’estate di Tea prende tutta un’altra direzione: a seguito di un malaugurato naufragio, la bambina si ritrova tutta sola su un’isola sperduta. Ben presto, scopre che sull’isola abitano strane creature parlanti, che gli offrono aiuto mentre aspetta che i suoi genitori vadano a prenderla. Ma le creature sembrano nasconderle qualcosa. Per esempio, cosa si trova nel pericoloso territorio che si trova nella metà dell’isola oltre il vulcano addormentato? E perché le creature non vogliono che Tea ci vada?

 

Autore: Erik Screm
Titolo: L’avventuroso viaggio di Tea
Genere: Fantasy
Pagine: 156
Edito da: Self Publishing
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ANTEPRIMA

La scuola era finita. E così niente più compiti, verifiche e noioso studio fino all’autunno successivo.
Questi erano gli elementi positivi, a cui però si contrapponeva, cancellando completamente dalla mente di Tea le cose positive, la mancanza di amici, che era una parte importantissima per la bambina.
Questo accadeva perché i suoi genitori la mandavano a passare le vacanze nella villetta di campagna di zia Otelma, la quale non aveva certo una grande attenzione per la nipote.
No, ad Otelma non piacevano per niente i bambini: li trovava fastidiosi, sporchi, dispettosi e capricciosi. E per Tea il dover passare l’estate in quella casa isolata, senza nessuno con cui giocare o anche solo parlare, equivaleva ad un grosso castigo.

La casa di zia Otelma sorgeva su di una bassa collina invasa da sterpi ed erba alta, e la terra era così secca da far sorgere qualche domanda su come potesse crescerci qualcosa sopra.

Dal campo di erba alta partivano delle ripide scale di pietra, che conducevano fino al porticato adiacente la villa.
Sulle grosse colonne di roccia grigia erano state scolpite delle spaventose figure di mostriciattoli dai grandi occhi che sembravano fissare chi passava di lì, e dietro la casa si estendeva un vasto e oscuro bosco di castagni.

La casa era imponente, essendo composta da ben tre piani più la soffitta, ma buona parte di essa era interdetta a Tea. Questo vuol dire che le era dato divieto categorico di andare nelle stanze dal secondo piano in su.
In realtà zia Otelma non le aveva mai accennato di non visitare la soffitta, ma la prima volta che la bambina ci era andata aveva trovato un grosso lucchetto che serrava per bene la grande porta di legno di bianco dipinta, così in seguito non ci era più ritornata.

“Non ci voglio andare!!” urlò a sé stessa Tea, nel sedile posteriore dell’auto dei suoi genitori, e tramutò subito il suo pensiero in parole.

«Mamma, papà. Io quest’anno a casa della zia non ci voglio andare!» disse la bambina, risoluta.
«Invece ci andrai, non fare i capricci come al solito.» le rispose il padre, serio.
«Tea, cara, devi capire che mamma e papà devono lavorare, e non possiamo proprio lasciarti a casa tutto il giorno da sola. La zia Otelma è gentilissima a tenerti lì con lei, dovresti essere felice che ti vuole così bene.» rispose invece la madre, con tono di voce più gentile.
«Ma mamma, zia Otelma non mi vuole bene, è già tanto se a cena mi chiede se ho passato bene la giornata! Non mi parla mai e non gioca mai con me. Per lei non esisto!» si lamentò Tea.
«Non dire così, non è vero che Otelma non ti vuole bene. Mia sorella ha un carattere riservato, ma ti lascia fare quello che vuoi nella sua villa senza chiederti neppure un piccolo aiuto nelle faccende domestiche!» la difese la donna, che sedeva sul sedile davanti.
«Ok, ma mamma, io potrei benissimo stare a casa da sola. Ho il mio cellulare e la televisione, e la sera quando tornate a casa potrei incontrarmi con i miei amici al parchetto per giocare. Invece a casa di zia Otelma non faccio altro che annoiarmi.»
«Non dire altro, Tea. Ti ho già detto che a casa da sola tutto il giorno non ci puoi stare. Ora basta con i capricci, andrai a passare le vacanze da tua zia, punto e basta.» e così si concluse la discussione, con Tea che sbuffava indispettita nel sedile di dietro e sua mamma e suo papà che si chiudevano in un silenzio assoluto.

I genitori di Tea non erano cattivi, tutt’altro. Durante l’estate tuttavia pensavano che l’unico modo di rendere la bambina più libera era mandarla in quella grande villa solitaria, a respirare l’aria di campagna e ad annoiarsi a morte.
Persino il cellulare non prendeva, così la bambina non poteva nemmeno telefonare alle amiche e passare un po’ di tempo a chiacchierare. Almeno aveva i giochi, almeno quelli.

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