Oscura memoria – di Andrea Gerosa

Oscura memoria

di Andrea Gerosa

 

Quale legame potrebbe mai esserci tra l’omicidio di un vecchio malato, con la passione per le Edicole Votive, e la testa mozzata di un uomo rinvenuta all’interno di una boccia di vetro?
Sarà con questo interrogativo che si farà strada la nuova indagine dell’Ispettore Veloso, alle prese con una serie di macabri omicidi e con un assassino vendicativo e cruento, che attraverso un’arma micidiale atterrisce e stermina le sue vittime, scuotendo la città di Verona ritratta in una veste ai più sconosciuta.
Dribblando le avances di una giornalista troppo ambiziosa, e conquistandosi la fiducia dell’Interpol, Luca, con la sua caparbietà e tenacia, riuscirà a comporre le tessere del puzzle scavando nel passato, e facendo riemergere i risvolti di una storia violenta e crudele, mai dimenticata dai suoi protagonisti.
L’indagine, tuttavia, offrirà l’occasione per riflettere su una delle malattie più insidiose della nostra epoca, l’Alzheimer, per la quale anche il lettore, infine, si troverà a maturare l’auspicio di una cura definitiva.
Un messaggio di speranza, dunque, che l’autore vuol condividere affinché venga presto debellato quel male che ottenebra la memoria, confinandola in una terra oscura e solitaria.

 

Autore: Andrea Gerosa
Titolo: Oscura memoria
Genere: Thriller
Pagine: 214
Edito da: Self Publishing
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ANTEPRIMA

24 Febbraio 2012

E’ strano come la stessa notizia possa suscitare differenti emozioni.
Dipende dalla persona che la riceve, certo, ma anche da altre innumerevoli condizioni. Ci avete mai pensato?
Le variabili che influiscono nella percezione della medesima informazione sono infinite: l’interesse individuale, la conoscenza dell’argomento, lo stato d’animo, il luogo in cui ci troviamo e l’azione che stiamo compiendo ma, soprattutto, la fonte della notizia.

Quella sera, quando il telegiornale delle venti entrò nelle case degli italiani, per la maggior parte della gente si trattava di un giorno come un altro, e gli annunci di cronaca non contribuivano di certo ad allietare la serata. Nuovi sbarchi d’immigrati clandestini, la crisi di governo, l’ennesima manovra per pareggiare il bilancio, l’omicidio/suicidio inspiegabile di chi conduceva in apparenza una vita ordinaria. Immagini e parole già sentite passavano in sequenza sullo schermo, in un contesto rassegnato a quanto accadeva nel mondo, riuscendo a malapena a scuotere gli animi assuefatti all’imperversare dell’ipocrisia e del malessere diffuso.

In tale scenario si animavano le discussioni famigliari, o si consolidavano pareti di silenzio tra coniugi, genitori e figli, che da qualche tempo avevano perso il piacere del dialogo. Lontani erano i tempi in cui nelle case si attendeva la sera per condividere un momento, uno scambio d’idee, un vero confronto. La cena si consumava frettolosamente, per poi riordinare e rilassarsi sul divano davanti all’ennesima fiction, o all’ultimo film di grido programmato sul canale satellitare.

La diretta stava per concludersi. Le notizie principali erano passate e ormai rimaneva soltanto lo spazio per le anticipazioni dei programmi serali. La voce della speaker che aveva perso la vivacità iniziale, all’improvviso riacquistò vigore, ridestata da una comunicazione della sala regia. Durante un servizio dedicato alla gastronomia, era giunto in redazione un flash d’agenzia, e il direttore della Rete ne aveva disposto l’immediata divulgazione. La giornalista si meravigliò di quell’urgenza, sorprendendosi che una notizia di quel tipo meritasse un simile risalto, ma le scelte editoriali non andavano messe in discussione, e lei s’impose di conferire alle sue parole il timbro necessario per attirare l’attenzione.

“Prima di lasciarvi ai programmi della serata, dobbiamo darvi lettura di un comunicato appena diffuso dall’Ansa: il professor Guido Ladini è scomparso dalla sua casa di Via Condotti a Roma. Si trovava agli arresti domiciliari, in attesa del processo, per aver praticato numerose lobotomie nel corso delle sue ricerche contro le malattie neurodegenerative. Nelle prossime edizioni potremo darvi maggiori ragguagli. Ora vi lascio in compagnia del film in prima visione “Le scelte di Eva”, augurandovi una buona serata.”

La reazione fu di generale indifferenza; se la maggioranza degli spettatori non sapeva nemmeno cosa fosse una lobotomia, per i pochi che ne conoscevano il significato, il nome del professore era del tutto sconosciuto. Per gli uni e per gli altri, comunque, avevano preso il sopravvento le faccende domestiche, insieme alla lotta per la conquista del telecomando.

Solo due uomini salutarono quel comunicato con un brindisi. Alzarono i calici davanti al fuoco di un vecchio camino, che ardeva nel salone di una villa d’epoca. Il professor Ladini e chi gli aveva restituito la libertà, mettendogli a disposizione ogni mezzo in suo potere per proseguire la ricerca.

Il fine che quest’ultimo perseguiva, non aveva però nulla a che fare con gli scopi della medicina.

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