Tutto tranne il cane – di Donato Ruggiero

Tutto tranne il cane

di Donato Ruggiero

 

Angelo Belli è un uomo d’affari, a suo modo onesto, ma non troppo. La sua base operativa è il quartiere popolare Palaschi. La vita abitudinaria dei suoi abitanti viene stravolta da un omicidio anomalo, seguito da un conflitto anomalo. E sullo sfondo di questa contesa, interessi e vicende più grandi s’intrecciano, più o meno casualmente, con la vita di Belli che si ritroverà anche temporaneamente nei panni dell’indagatore.

 

Autore: Donato Ruggiero
Titolo: Tutto tranne il cane
Genere: Noir
Pagine: 148
Edito da: ZeroUnoUndici
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ANTEPRIMA

«Prendi, questi sono i tuoi soldi. Con l’organizzazione hai chiuso».
«Perché?».
«I tuoi spicci ormai non servono più».
«Non è giusto! Fatemi parlare con lui».
«Fidati, lascia perdere» e così dicendo i due uomini, ben vestiti, ben curati e con occhiali neri, che pochi minuti prima erano giunti senza appuntamento nell’ufficio dell’imprenditore edile Ugo Biallugi, lasciarono quelle stanze.
«Ah, nella valigetta c’è anche un regalo, chiamiamola una buonuscita, e un consiglio. Seguilo».

Dopo averli osservati oltrepassare la porta, senza la forza di aggiungere altro, Ugo Biallugi si riaccomodò pesantemente sulla sua poltrona dalla quale pochi attimi prima s’era staccato con rabbia. Aperta la valigetta priva di combinazione, diede una fugace occhiata alle numerose mazzette di banconote e volse subito il suo sguardo verso quella piccola busta bianca priva di qualsiasi elemento vergato. L’aprì ed estrasse un piccolo cartoncino, anch’esso bianco. Solo quattro parole e nessun mittente: “Il silenzio è vita”.

«Simone! Simone! Dai, che sta facendo buio».
Scodinzolando, dopo aver salutato una busta di plastica, sua casuale amica di gioco, il piccolo Simone si avvicinò alla sua padroncina, non proprio felice di rientrare a casa.
Erano nati lo stesso giorno. Lei, Simona Belli, nove anni, viso un po’ allungato, di quelli non proprio anonimi, biondina, di quel biondo che tende a scomparire con gli anni, gracilina ma temprata, nonostante la giovanissima età, dalla famiglia, dal quartiere. Lui, Simone, un Dachshund per i tedeschi, un bassotto qui da noi, taglia ovviamente piccola, adeguata a un Dachshund, o a un bassotto, pelo corvino, con quelle caratteristiche macchie marroni che invadevano il muso e le zampe, anche lui temprato dal contesto socio-familiare.
Sì, erano nati lo stesso giorno, non tra le stesse mura ma nella stessa famiglia. Il padre, un vero pater familias, aveva già deciso, senza conoscere il sesso del nascituro, che la tradizione del primogenito di famiglia sarebbe proseguita: a ogni Angelo o Angela doveva seguire un Simone o Simona. Da diverse generazioni nella famiglia Belli si usava così, e il nostro Angelo Belli, padre di Simona Belli, non voleva di certo tirarsi indietro. Ma poi un maschio bisognava pur farlo nascere, i Belli non potevano morire.

Quartiere Palaschi, periferia. Un termitaio di grigi palazzi e zero verde, o quasi. Fanno eccezione due minuscole piazze con sei esemplari di Populus alba ciascuna, volgarmente detto pioppo bianco, non proprio grandi, non proprio belli a vedersi, e la nuova strada, la “stradina Pancalli” o “Pancallina”, fatta realizzare dal nuovo sindaco, Arturo Pancalli, con i suoi due filari di alberi smorti (anche in questo caso, per non mutare troppo l’abitudine visiva dei residenti, la scelta era ricaduta sul Populus alba). Era qui che la vita dei due Simoni scorreva lenta ma non proprio anonima. Era qui che Angelo Belli, padre di Simona, padrone di Simone, viveva. Era qui che Angelo Belli lavorava. Era qui che Angelo Belli gestiva i suoi affari.

Lui, Angelo Belli, marito di Livia Cotili, padre di Simona Belli, padrone di Simone il Dachshund, o bassotto, viveva nel quartiere Palaschi da dodici anni e da dodici anni, o quasi, teneva le redini del quartiere, il suo quartiere. Alto un metro e settantasei, fisico robusto ma non proprio muscoloso, capelli scuri, come i suoi occhi, sempre corti e spinosi, barba nera, con quei peli rossicci che spuntavano qui e là, sempre corta e spinosa, e quel difetto all’anulare destro.

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