Letture per ragazzi di ieri e di oggi: che cosa è cambiato?

Se chiedete a una donna che ha passato i famigerati “anta” quale sia la sua preferita tra le sorelle March, vi sentirete rispondere quasi all’unisono: “Jo” (anche se io preferivo Meg), ma se lo chiedete invece a una ragazzina di oggi vi sentirete rispondere: “Chi?”. Sarà infatti più probabile che conosca  il quartetto della serie TV di Sex and the City, composto da Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha, rispetto al quartetto della Alcott, di Jo, Meg, Amy e Beth.

Jules Verne 1828-1905

Ma procediamo per gradi. Innanzi tutto trent’anni fa si rimaneva bambini un po’ più a lungo. Provate a immaginare un confronto fra un dodicenne degli anni Ottanta e un dei nostri giorni e ve ne renderete conto senza bisogno che ve ne parli io.

Cosa leggeva la mia generazione alle elementari? Noi  femminucce avevamo  appunto la saga di “Piccole Donne” della Alcott, ed era più facile che i maschi preferissero Salgari con il suo Sandokan. Tutti quanti però sapevamo chi fossero Tom Sawyer ed Huckleberry Finn. Un autore poi spopolava su tutti, ed era il grandissimo Jules Verne con i suoi incredibili e fantastici mondi. E poi la fantasia volava fra i viaggi di Marco Polo, ne “Il Milione”, fino alla corte del re di Francia, con i Tre Moschettieri, arrivando alla fuga del Conte di Montecristo. Sono tantissimi gli autori e i titoli che mi si affacciano alla mente mentre viaggio indietro nel tempo e vedo la mia libreria dove non mancavano, ad esempio, i gialli di Agatha Christie o di Sir Arthur Conan Doyle.

Se oggi all’uscita di scuola mi fermassi a parlare coi bambini delle elementari, chiedendo loro quali sono le letture preferite, sentirei sicuramente un nome su tutti: Geronimo Stilton.

Lo dicono i dati delle vendite: i suoi libri sono colorati, hanno una grafica accattivante e un taglio fumettistico. Con una punta di divertimento, noto che il topo è l’animale preferito da chi si avvicina alla lettura, come noi avevamo Topolino, oggi i bambini hanno Geronimo Stilton. Se alzo l’asticella dell’età e mi soffermo sui ragazzi delle scuole medie trovo invece i fan di Harry Potter: la saga di J. K. Rowling ha spopolato nelle vendite librarie, al cinema e nel franchising. Il maghetto diventato uomo ha tenuto incollati alle pagine, in tutto il mondo, milioni di adolescenti. Ma non mancano altre saghe, come ad esempio quella di Veronica Roth (Divergent, Insurgent, Allegiant), quella di Stephenie Meyer (Twilight, New Moon, Eclipse, Breaking Down), o quella di Lois Lowry (the Giver, La rivincita, Il  messaggero, Il figlio).

La cosa che mi colpisce di più è che i generi più letti fra gli adolescenti siano ambientati principalmente in mondi alternativi, o abbiano come protagonisti ragazzi con poteri speciali o creature immaginarie come maghi e vampiri. Sembra quasi che, nel leggere, gli adolescenti sentano il bisogno di allontanarsi dalla realtà. Perché? Ammetto di non avere una risposta, ma soltanto un’opinione, che, lo dice la parola, può essere condivisa o ritenuta assolutamente sbagliata. Credo che in un mondo altamente tecnologico, popolato da consolle per videogiochi, la “normalità” dei romanzi che si leggevano trent’anni fa sia estremamente noiosa. Potrebbe risultare un’osservazione semplicistica, ma io credo proprio che in questo caso il principio del rasoio di Ockham possa essere applicato. Come potremmo pensare che i ragazzi, abituati nei videogiochi a manovrare protagonisti coi superpoteri, stiano incollati a leggere di Tom e Hack che giocano ai pirati? Come possono leggere, senza annoiarsi, la storia di una bambina orfana che viene affidata al nonno e scoppia di felicità pascolando caprette, quando accendendo una consolle devono salvare il mondo? Quindi è quasi naturale che si ricerchi nei libri quel brivido di avventura e mistero; da qui il successo del genere fantascientifico o fantastico.

La frase “i classici non passano mai di moda” comincia a vacillare.

Un altro aspetto tristissimo, che ha allontanato i ragazzi di oggi dalle letture che facevano i ragazzi di ieri, è la proprietà di linguaggio: nota dolente dei nostri giorni che non sparirà soltanto perché la ignoriamo. Ho letto il primo libro della saga di Harry Potter, non me ne vogliano i numerosi ammiratori: l’ho trovato sicuramente originale e scorrevole, ma povero nei termini e nell’ampiezza del vocabolario. Qualcuno potrebbe obbiettare che la traduzione non rende giustizia, quindi rilancio con un altro autore, italiano, amatissimo dai giovani e campione di vendite: Federico Moccia. Non giudico lo scrittore, la storia o lo stile, mi limito a far notare che la qualità e quantità di vocabolario, necessari per leggere in maniera fluida i romanzi di Moccia, è veramente minima. Dunque la difficoltà sintattica e semantica è il secondo fattore che gioca a sfavore delle letture di ieri, se paragonate a quelle che oggi spopolano fra i ragazzi.

In ultima analisi vorrei sottolineare un dato oggettivo: l’offerta.

Louisa May Alcott nacque nel 1832, Mark Twain nel 1835, Emilio Salgari nel 1862, Jules Verne nel 1828, per citare alcuni autori a cui ho fatto riferimento. La mia generazione leggeva i classici, libri scritti nel secolo precedente. Oggi il mercato della letteratura per ragazzi è notevolmente ampio se paragonato a quello di trenta o quarant’anni fa. Molti autori scelgono di scrivere mirando alla fascia specifica dell’età che va dai 12 ai 15 anni. Ad esempio Carlos Ruiz Zafon, che viene associato quasi subito al bestseller “Il gioco dell’angelo”, ha alle spalle un discreto numero di opere meno conosciute dedicate ai ragazzi. I più giovani hanno la possibilità di scegliere fra numerosi autori, saghe e stili narrativi appositamente scritti per loro ed è quindi molto naturale che aggirino il classico, scritto nel 1800, potendo immergersi in un’avventura super moderna, tecnologica e fantascientifica.

Tutte queste considerazioni partono dalla mia personale esperienza come giovane lettrice e arrivano alla mia attuale condizione di mamma che, guardando la libreria dei figli, sospira ricordando il tempo che fu. Io infatti non ho dubbi in proposito, affermando con convinzione che le mie letture erano sicuramente migliori di quelle dei miei figli; ma è ovvio che se chiedeste a loro un’opinione vi risponderebbero esattamente il contrario.

3 pensieri riguardo “Letture per ragazzi di ieri e di oggi: che cosa è cambiato?

  1. Secondo adesso me ci sono autrici e autori per ragazzi molto validi, sia per storie che per scrittura, mi vengono in mente per esempio, fra gli italiani, Bianca Pitzorno, Pierdomenico Baccalario, Fabrizio Silei. Ce ne sono anche molti altri, magari non famosissimi come la Rowling (a me comunque i romanzi di Harry Potter non sono sembrati così poveri da un punto di vista del lessico).
    Quando ero ragazzina molti libri per ragazzi erano in “edizione ridotta”, mi è capitato di riprenderne in mano qualcuno di recente e sono inorridita: scritti in modo orribile, sia come italiano che per il fatto che la “riduzione” si limitava a tagli di brani… Immagino/spero che non fosse per tutti così, non ricordo. Quello che ricordo bene è che Salgari, di cui ho letto quasi tutto, era considerato uno scrittore che scriveva in un cattivo italiano. (a me non pareva, naturalmente).
    Insomma, penso che in ogni periodo ci sia di tutto, e non sono affatto sicura che le letture di un tempo fossero migliori di quelle odierne. I modelli che venivano proposti erano molto più limitati, per esempio.
    Certo, se e quando possibile, è meglio aiutare i bambini e i ragazzi nelle loro scelte, senza imporre ma suggerendo. E, comunque, sperando che amino leggere. Se è così troveranno comunque i libri che fanno per loro.

    1. Sono assolutamente convinta che ci siano validissimi autori per ragazzi. Fra gli stranieri trovo esilaranti le opere di Nesbo scritte per i giovani, fra gli italiani ho trovato straordinario ” Io mi chiamo Giovanni” di Garlando. Gli autori che ho preso in considerazione nell’articolo sono quelli che vendono di più e che tappezzano le vetrine delle librerie.
      Non ho mai posseduto ” versioni ridotte” quando leggevo, quindi su questo non so rispondere.
      Sono assolutamente d’accordo sul fatto che non bisognerebbe imporre le letture ai giovani, ma non sempre è possibile, ad esempio si troveranno spesso a dover leggere libri per obbligo scolastico ed è quasi impossibile che possano piacere a una intera classe.
      Sono felice di sentire un’opinione diversa dalla mia sulle letture odierne degli adolescenti rispetto a quelle della mia generazione; considerare un altro punto di vista riguardo a ciò che leggono i miei figli può solo essere una cosa positiva.

      1. Ho letto diversi romanzi per bambini e ragazzi, sia perché alcuni (pochi, purtroppo) li leggeva mia figlia, sia perché ne h pubblicati alcuni e mi interessava conoscere e documentarmi su cosa c’era in giro. Devo dire che ho trovato cose davvero buone e altre scritte proprio male… Anche Garlando è bravo e ha cose da dire.

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