Accabadora

Accabadora

di Michela Murgia

 

Un libro davvero particolare. Scritto con una proprietà, legata all’argomento, tale da non mettere in discussione nemmeno una virgola.

L’autrice porta allo scoperto una realtà davvero poco conosciuta che, anche ultimamente, fa parlare l’opinione pubblica in televisione, quindi sempre molto attuale. Ma ne parla al passato, siamo infatti completamente immersi in una Sardegna degli anni 50. Michela Murgia descrive, nella maniera più delicata possibile il tema dell’eutanasia, mescolandola a una narrazione secca che ci porta a conoscere Maria una ragazzina divenuta “fillus de anima” e la sua affidataria Tzia. Piano piano scopriamo abitudini e manie di un popolo legato alle proprie tradizioni, il modo di pensare di una situazione rurale e sentiamo i pensieri dei protagonisti avvertendo la voce di ognuno tra le pagine del libro.

Un libro davvero bello, adatto a chiunque non si scandalizzi davanti a un discorso così delicato come quello della morte e dell’accanimento terapeutico. E’ in grado, in un salto temporale narrativo, che dà aria ad un tema altrimenti troppo opprimente, di farci conoscere la vita di molte famiglie povere, la condizione delle donne costrette a sopravvivere accettando le tradizioni e le dinamiche di rapporti umani ormai persi. E’ proprio nell’ultima parte del romanzo che le due protagoniste tirano fuori l’anima del libro e raccontano quanto tra loro gli esseri umani siano inspiegabilmente complicati, quanto spesso non siano i rapporti di sangue a legare le persone.

Un romanzo decisamente da leggere e assaporare fino all’ultima riga per fare questo viaggio a ritroso nel tempo in una Sardegna ai più sconosciuta.

Autrice: Michela Murgia
Titolo: Accabadora
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 164
Case editrice: Einaudi
Data di pubblicazione: 2010

Acquista su Amazon

Lascia un commento